Per Baruda

ANTI-SFRATTO2

La verità oggettiva, ormai lo sappiamo da un pezzo, è un’invenzione valida solo per le scienze più astratte. Non appena c’entrano le storie, i corpi, le vite, la verità è sempre parziale, e per fortuna, perché è la parzialità a spazzare via l’ipocrisia delle violenze, dei fascismi, delle varie forme di oppressione, che vorrebbe sempre imporsi come unica verità assoluta.

Il blog di Baruda, Polvere da sparo, è una di queste verità. Da molti anni racconta verità scomode, ricorda fatti che molti ipocriti fanno finta di dimenticare, parla chiaro a quei sordi che non vogliono sentire, urla quello che tante oppressioni vorrebbero silenziare.

E, come sempre, Baruda parla di una storia che ha vissuto sulla sua pelle, quando racconta l’assurda vicenda del suo sfratto. Storia che chi vive il dramma della casa in Italia – una casa non di proprietà – conosce bene, soprattutto a Roma dove le speculazioni edilizie e la collusione con i sistemi di potere che appoggiano i proprietari riescono anche, come si dice da queste parti, “a manna’ l’acqua all’incontrario”.

Leggete Baruda sotto sfratto: storia di una truffa per capire di cosa stiamo parlando.

Udienza fissata per il prossimo 10 giugno 2015, presso il tribunale civile di Roma.
Il 3 giugno, invece, si presenterà alla nostra porta un ufficiale giudiziario accompagnato da un fabbro, per il rilascio dell’appartamento.
Batte un bel sole su questo terrazzo, che ancora per molto mi ospiterà visti i guai in cui mi ha cacciato il padrone di casa.
Il 3 giugno si presenteranno alla nostra porta, alle 8 di mattina.
Vi aspetto quindi per una festosa colazione antisfratto.

Intersezioni, in qualche modo, quella mattina ci sarà.

La casa è un diritto, resistere è un dovere…

La solidarietà fa paura allo Stato.

Perché la solidarietà si sviluppa nel momento in cui le reali necessità dell’individuo vengono messe a nudo, quando non si può più accettare di venire calpestati. Sfonda il muro dell’apatia sociale, del coma indotto che la nostra società sta vivendo.

Lo Stato reagisce aumentando la dose di morfina finchè riesce e, dopo che le sue piccole illusioni sono smascherate, fa emergere la sua natura più intima, il suo lato repressivo.

Questo sta succedendo a Torino, diventata ormai capitale degli sfratti, dove le famiglie hanno deciso di far valere il proprio diritto alla casa, unite nel rivendicare una dignità negata.

Il diritto alla dignità è irriducibile e imprescindibile, il diritto alla proprietà no.