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Femminista e antispecista, un pò cagna e un pò porca; un cavallo mi ha insegnato il valore della libertà.

2 Responses

  1. Frenzy at |

    Quest’articolo è semplicemente fantastico! Mi ci sono sentito rispecchiato nella maggior parte dei ragionamenti, fatta eccezione per l’ultima parte, quella concernente la detenzione. Come affrontare la questione? Quello che penso io, confuta in un certo senso, per il mio discorso, alcune parti della conferenza della Sig.ra Bonnardel. Noi siamo biologicamente animali, ma non siamo animali perchè abbiamo perso quella “coscienza” sostituendola con il raziocinio. Cosa molto buona, uno direbbe…
    Però io credo che abbiamo perso qualcosa di importante durante la nostra “marcia” all’evoluzione. Innanzi tutto gli animali non commettono omicidio. Lo dice la parola stessa. Gli animali si nutrono; ci può essere al massimo una baruffa per il dominio. Ma sicuramente sono privi del concetto di distruzione. L’Ecosistema è equilibrato, noi no!!! Noi abbiamo sviluppato un senso di predominazione, senza limiti. Ciò è la base del ragionamento finale: chi siamo noi per privare della libertà qualcuno? Però, di contro parte, come possiamo evitare di continuare a sbagliare su cose che è ormai chiaro che è giusto non fare? Come possiamo noi impedire che altro male possa essere fatto? Quando qualcuno distrugge volontariamente qualcosa, rimane certo nell’ambito di umano ma sicuramente non in quello di umanità. Sono per lo più persone individualiste e proprio in quanto tali non “lavorano” per gli altri, ma solo per se’ stessi. Cosa fare per queste persone che malevolmente abitano la comunità (scusate il mio termine molto hippie!!!)??? Spero di essere arrivato al punto. Insomma, se qualcuno commette un qualcosa di molto sbagliato, credo sia giusto che ci siano delle conseguenze, rapportate all’entità dell’evento. Anche perchè a volte ci dimentichiamo di una parte importante nelle brutte vicende: la/e vittima/e. Anche loro hanno il diritto di sentirsi sicure e ci deve essere la possibilità che se ne evitino altre.

  2. […] di Yves Bonnardel Dal sito intersezioni […]

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