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Femminista e antispecista, un pò cagna e un pò porca; un cavallo mi ha insegnato il valore della libertà.

3 Responses

  1. il Ricciocorno Schiattoso at |

    Mi rendo conto ora del fraintendimento: secondo chi scrive, prostituirsi è moralmento meno (e non più) accettabile del darla via gratis. Sulla base di cosa si faccia una simile affermazione, è un mistero, per questo probabilmente ho frainteso.
    La mia personale opinione (suffragata dalla presenza di tanti e tanti uomini/clienti che si spendono nella propaganda pro-regolamentazione) è che sia l’esatto contrario: ciò che dà veramente fastidio è la donna che fa sesso tenendo da conto anche il proprio desiderio, molto più di una donna che si mette al servizio del desiderio maschile.
    Comunque ciò che dà fastidio di questo brano, ciò che mi ha infastidita facendomi perdere anche di lucidità, è la pretesa di stabilire cosa è una donna e cosa non lo è. Se diventare una donna significa diventare una puttana, vuol dire che io, che lo faccio gratis, non lo sono. E non solo, che a farlo gratis “mi deprezzo”, quindi il genere maschile ha il diritto di trattarmi con meno rispetto, perché non mi paga. (“Comprare sesso dà luogo a una dinamica diversa rispetto a quando viene offerto gratuitamente.”)
    In pratica, mi si accusa di essere una bambinetta insicura che “si regala”.
    Mi spiace, ma non ci sto.
    Io sono una donna adulta, che si relaziona con i suoi partner da pari a pari: io non regalo nulla, loro non si prendono nulla di me, e con il massimo rispetto reciproco condividiamo un bel momento insieme.

  2. il Ricciocorno Schiattoso at |

    Il valore delle donne, dunque, ruota tutto attorno alla loro fica. Non c’è possibilità che un uomo si metta a dialogare con una donna, che possa apprezzare qualsiasi altro suo talento, no: la fica e solo la fica. La donna è quella cosa attorno ai suoi buchi: l’unica cosa sulla quale possono contare è “il potere in mezzo alle coscie”. Chi è che stando delle stupide alle donne?
    “mentre una volta ti credevi brutta, scopri che molte, molte persone ti trovano così attraente che sono disposte a spendere soldi per te”: fantastico, ridurre l’autostima delle donne all’approvazione maschile: valgo solo se un maschio mi trova sessualmente desiderabile. Se nessuno è disposto a pagare per fottermi, che ne faccio di questo miserabile corpo? Allora si, non mi resta che tagliarmi le vene.
    “Dispensare fica gratuitamente, anche se comunque deplorevole moralmente, è leggermente più rispettabile e viene considerato con maggiore indulgenza rispetto all’accettare denaro in cambio di preziosa energia sessuale. Energia che, se priva di adeguato sfogo, può far impazzire chiunque. Sarebbe come cercare di esistere senza il sole; non è possibile!”
    State dicendo che siccome la società di oggi biasima le donne che hanno una vita sessuale soddisfacente al di fuori della canonica coppia, dobbiamo rinchiuderci nei bordelli per essere accettate, perché solo lì i maschi tollerano la promiscuità sessuale femminile? Cos’è, siete stanche di lottare per il diritto di fare sesso quando ne avete voglia e con chi ne avete voglia?
    Ma l’affermazione più ridicola è questa: ” Ti rendi conto che quando una persona ti paga, è più incline a rispettarti.” Basta farsi un giro su gnoccatravel, per rendersi conto che i clienti di prostitute sono fra le creature più misogine che sia dato di incontrare, inclini a disprezzare non solo le donne che usano, ma anche tutte le altre.
    Io mi ritengo una donna libera, e non ho certo bisogno che un uomo mi allunghi 50 euro per sapere che “valgo” tanto quanto lui; sono una donna libera, e non me ne frega niente quale somma sono disposti a spendere per il mio culo; sono un essere umano e il mio “valore” non sta nel prezzo che mi assegna un pene eretto. Sono una donna, non una creatura perennemente infoiata che ha bisogno di scopare: questo è offensivo, lo è per gli uomini tanto quanto lo è per le donne.
    Liberissime di fare della vostra fica quello che vi pare. Ma non venite a raccontarmi che non so quanto valgo perché non accetto che mi si appiccichi addosso il cartellino del prezzo come fossi un oggetto qualsiasi.

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