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Femminista e antispecista, un pò cagna e un pò porca; un cavallo mi ha insegnato il valore della libertà.

One Response

  1. acquapazz at |

    Bè, in Italia non mi sembra che siamo ancora al punto il poliamore sia diventato una specie di nuova norma in ambienti libertari/femministi/queer. Ovviamente, farne una specie di nuova norma (tipo, se non sei poliamoros* non sei liberat*) è demenziale. (C’è anche da dire che talvolta sono le stesse persone monogame ad autocostruirsi questa percezione di essere “indietro” quando incontrano qualcun* che non è monogamo, anche se questo qualcun* non gli muove nessuna accusa in questo senso, ma è la cultura che ti proietta addosso questa idea che più scopi più sei liber*, più scopi più sei fig*)

    E’ importante ricordare che la norma monogamica esige obbedienza in modi e in misure diverse da donne e uomini, e che la pratica del poliamore ha effetti sociali diversi quando a farlo è una donna o un uomo, e che sta con altre donne o con uomini o con entrambi, è sicuramente fondamentale.

    Eppure, secondo me, non è questo il motivo principale per cui il discorso del poliamore non convince (almeno per come si sta sviluppando in Italia, o per come è sviluppato in testi sacri come La zoccola etica).

    Il punto è che mettere in discussione la monogamia senza mettere in discussione tutte le altre norme che regolano la coppia, senza mettere in discussione la naturalizzazione dell’amore romantico, senza mettere in discussione la gerarchia presunta naturale fra relazione di coppia e amicizie per me è davvero poco interessante dal punto di vista politico (volgio dire dal punto di vista di una politica femminista e queer).

    Perchè putroppo puoi avere due, tre, quattro coppie e riprodurre al loro interno tutto il resto dello schifo della coppia normale… tipo: mitizzazione dell’amore romantico; priorità automatica della coppia sull’amicizia; esercizio di potere reciproco fra i/le partner, anche se magari su temi diversi da quello dell’esclusività sessuale, oppure sul come/dove/con chi della non esclusività; naturalizzazione dei ruoli di genere e dell’orientamento sessuale; esercizio di privilegio nelle relazioni sociali all’esterno (avete notato come un problema di una coppia diventa automticamente molto più importante di quello di un* singol* – o di una coppia di amici – nelle collettività?)

    Vedo per esperienza che in alcuni casi il poliamore, se non inserito in una critica più ampia, può moltiplicare il potere dellla coppia invece che decostruirlo.

    E’ vero che la pratica della non monogamia ti dà delle grosse opportunità per capire anche tutto il resto e mettere in discussione anche tutto il resto. Ma non mi sembra che tutt* colgano queste opportunità, nè che il discorso poli tutto fondato sull’individualismo liberale di “impara a comunicare con il tuo partner”/”impara a conoscerti” ecc. aiuti in questo.

    Sviluppare (gradualmente e senza ansie da prestazione) la pratica di un’affettività e di una solidarietà diffusa oltre e contro la coppia secondo me è molto più importante che combattere la monogamia in sè. E lo dico io che ho smesso felicemente con la monogamia da oltre 10 anni. Ma per me è stato parte di un processo di rifiuto delle norme della coppia in generale.

    Sul tema consiglio vivamente la lettura di questo: http://sommovimentonazioanale.noblogs.org/files/2014/01/altre-intimit%C3%A0-report-def.pdf

    Scusate la lunghezza, ma come capirete il tema mi appassiona… 🙂

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