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Sono un cyborg, un uomo trans alquanto frocio, un anarchico piattaformista e un biscotto nerd. La mia attività principale è rendere noto, in varie maniere, quello che mi fa schifo nel mondo con uno sguardo filtrato dall'umorismo tagliente e dal mio ingiustificato amore per l'umanità.

3 Responses

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  2. Patrizia at |

    Certamente un’ottima diagnosi, ricalcata sugli stilemi femministi della differenza di genere, ma non vedo nessuna proposta concreta. Il muro della proposta è molto difficile da valicare. L’affermazione della tripolarità di genere rimane sullo sfondo nelle sue modalità pratico-sociali, e ben si comprende, date le difficoltà prodotte dalla quadrupla intolleranza di cui è vittima la transgenderità: intolleranza etero, omo, gay e lesbica, uomo, donna. Per questo essere di assoluta frontiera, che non può che essere statisticamente poco diffuso, la contrattualità sociale è bassissima e finisce per costruirsi attraverso una tolleranza “forzata” per legge ma non psico-socialmente, cosa gravissima. In buona sostanza, questo gruppo antropologico può solo incontrare gli strumenti di minoranza e anche i limiti di espressione della minoranza. Il riconoscimento uno ad uno, parità assoluta, non può avvenire che dentro la cittadinanza, la quale deve essere piena e assoluta. Per il resto incontra gli stessi problemi di qualsiasi minoranza, ad esempio gli allergici a qualsiasi sostanza o i portatori di handicap. L’handicap deve essere trasformato in chiave positiva. La persona transgender è una persona di notevole apporto alla società umana grazie alla sua transvisione del vivere in società. E purtroppo, molte persone transsessuali vivono una condizione di sottopersona, che azzera le richezze psico-sociali di cui sono portatrici.

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