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Sono un cyborg, un uomo trans alquanto frocio, un anarchico piattaformista e un biscotto nerd. La mia attività principale è rendere noto, in varie maniere, quello che mi fa schifo nel mondo con uno sguardo filtrato dall'umorismo tagliente e dal mio ingiustificato amore per l'umanità.

5 Responses

  1. S. at |

    Mirabili parole! Lasciate che io confessi che sono stata con un’anarcomachista e credetemi quando dico che quest’uomo del sottosuolo è alquanto subdolo, che non palesa subito la sua natura di anarcomachista.

    Si presenta come un tripudio di virtù e tu miri la sua immagine come quella di un idolo e ti compiaci di aver trovato un così perfett’uomo. Non sai che di lì a poco la sua scintillante immagine si rivelerà per quel che è, un’effimera visione, una superficie cucita da un’accozzaglia di qualità prefabbricate, mirate a riempire la sua vuota persona.

    Altro che tripudio di virtù! Tripudio di rigidità mentale, disprezzo, egocentrismo e aggressività.
    Svalutante nei confronti di tutto e tutti: tutto ciò che non rispettava la sua dorata visione diventava eresia. Chiunque non era un compagno era un eretico e ogni sua parola era una bestemmia che offendeva la sua sacra dottrina. Persino io, che di avvicinarmi alle idee dell’anarchismo non ne avevo una gran voglia, venivo costantemente svalutata. Oh, com’era sottile ed elegante il modo in cui mi ricordava sempre che nella coppia lui era il più virtuoso e intelligente.

    Pieno di sè, aveva la pretesa di essere razionale fino al delirio: ogni singola parte di lui doveva essere in armonia con tutto il resto, formando un disegno lineare e simmetrico. Anche il più piccolo accenno alla sua aggressività o i suoi atteggiamenti maschilisti, lo mandavano in corto circuito. Se un egregio signore di Lipsia allievo di Wolff, che negli anni quaranta del settecento riformò il teatro tedesco e postulò fra le sue norme teatrali che il carattere dei personaggi non doveva essere contraddittorio, poiché un carattere contraddittorio è un mostro che non si trova in natura, facendo fare così delle grasse risate ad altri due egregi signori di Zurigo, vivesse ai nostri giorni, gli farei conoscere l’anarcomachista in questione. Di sicuro si ricrederebbe.

    Non sono una compagna. Sono un tripudio di debolezze, impulsi, vizi. Nonostante questo sono convinta di come l’anarcomachista danneggi l’anarchia, riducendola a mera dottrina, a semplice fanatismo. L’articolo di Frantic esprime squisitamente tutto quello che avrei voluto dire io al riguardo.

  2. sergio falcone at |

    Bene. Mi viene spontanea una domanda: qual è la giusta tipologia dell’anarchico giusto? Qui leggo di come non dovrebbe essere, non di come dovrebbe.
    Un bell’esercizio di pensiero ma, per me, del tutto inutile.

    Ma, al di là, di queste considerazioni, mi guardo attorno e vedo una realtà che va progressivamente deteriorandosi. A partire dalla vita quotidiana, dai rapporti interpersonali. E a cominciare dagli ambienti antagonisti, che non brillano certo né per libertà di pensiero, né per coerenza. Spesso.

    Inoltre, mancano le idee. Non si può ridurre tutto ai massimi sistemi, da un lato e a lotte settoriali, dall’altro. Manca un progetto, e il soggetto.

    E allora, a fronte di tutto questo, che fare?

    Un abbraccio affettuoso e un “grazie!”.

  3. J. at |

    GOOD NIGHT MACHO PRIDE

  4. 7ele5crivente at |

    Mentre leggevo nella mia mente comparivano volti su volti, perfettamente descritti dalle parole dell’articolo.
    Che amarezza…

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